Osteoporosi in menopausa: sintomi, prevenzione e cura

Osteoporosi: cause, sintomi, prevenzione e cura (Osteoporosi)

Buone notizie se siete amanti del sole e di una (moderata!) abbronzatura: stare all’aria aperta è fondamentale per la salute dello scheletro quanto consumare latte, formaggi e cibi ricchi di calcio. Il sole, infatti, attiva nella pelle la produzione di vitamina D, “collante” indispensabile per fissare il calcio nelle ossa che, altrimenti, andrebbe perduto anche se ci si abbuffa di grana e provolone. Nonostante gran parte delle donne abbia sentito parlare di osteoporosi, l’85% non si considera una potenziale vittima. La realtà è diversa: in Italia colpisce cinque milioni di persone e una donna su quattro dopo la menopausa vi andrà incontro.

Il nostro corpo per tutta la vita forma osso nuovo rimuovendo quello vecchio. Il “picco di massa ossea”, cioè la quantità massima di osso che si può mettere da parte per il resto della vita, si raggiunge entro i 30 anni di età. Dopo i 45 anni le cellule che formano l’osso nuovo sono più lente di quelle che rimuovono l’osso. Ma l’evento-chiave è la menopausa: la mancanza di estrogeni accelera la perdita di massa ossea. Il risultato può essere un declino così cospicuo da favorire sviluppo dell’osteoporosi.

Un osso normale è denso e forte, quello osteoporotico “vuoto” e assottigliato: ciò aumenta le probabilità di frattura. Purtroppo spesso non ci sono sintomi precoci, tanto che l’osteoporosi è stata definita una “epidemia silenziosa”: perché non è dolorosa e si manifesta solo quando è troppo tardi, con le fratture appunto. Nonostante ciò, l’osteoporosi non è un destino ineluttabile. E la prevenzione è un’arma efficace a ogni età. Cominciando dal considerare i fattori di rischio:

  • Menopausa, soprattutto se precoce
  • Periodi di assenza delle mestruazioni in età giovanile
  • Sottopeso
  • Carenza di vitamina D
  • Mancanza di calcio nella dieta
  • Consumo eccessivo di alcol
  • Fumo
  • Scarsa attività fisica
  • Sindromi da malassorbimento
  • Uso di cortisonici

Per valutare la salute dell’osso e quindi formulare una diagnosi di osteoporosi o di osteopenia (condizione per la quale la densità minerale ossea è al di sotto dei valori di normalità, ma che ancora non può considerarsi osteoporosi) ci sono esami diagnostici semplici e non invasivi, come la speciale radiografia chiamata DXA Scan che misura e mappa sul corpo la densità minerale ossea (detta anche Mineralometria Ossea Computerizzata o MOC).

Prevenire è meglio, ma curare si può

In Italia ogni anno ci sono oltre 80mila fratture di femore per fragilità ossea dovuta a osteoporosi, con una netta prevalenza (72%) nelle donne. Dato che la salute dello scheletro è un elemento chiave dell’“aggiungiamo vita agli anni” (oltre che anni alla vita), la prevenzione e la cura dell’osteoporosi sono oggetto di ricerche in tutto il mondo. Farmaci innovativi sono già disponibili e altri in dirittura d’arrivo, per terapie sempre più personalizzate. Lo stile di vita, però, è fondamentale sia nella prevenzione che nella cura della malattia. Cosa possiamo fare?

  • Svolgere regolare attività fisica: passeggiare, ballare, fare giardinaggio o andare in palestra possono prevenire la perdita ossea, così come stare all’aria aperta almeno mezz’ora anche d’inverno.
  • Assumere più calcio: se si soffre di osteoporosi, la quantità ideale di calcio è di almeno 1000 mg al giorno, per aiutare i farmaci ad agire nella maniera più efficace e prevenire le fratture.
  • Se la vitamina D – misurabile con un semplice esame del sangue – è al di sotto dei valori di normalità si possono assumere integratori specifici.
  • Stop alle sigarette: la nicotina e le altre sostanze che si formano durante la combustione riducono il livello degli estrogeni prima del tempo. Anche gli alcolici impediscono l’assorbimento del calcio: meglio limitarsi a mezzo bicchiere di vino rosso a pasto o uno di birra.

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È difficile ottenere abbastanza vitamina D dalla dieta di tutti i giorni quindi in caso di rischio di osteoporosi sarà il medico a prescrivere le adeguate forme di assunzione. Il calcio invece può essere ottenuto attraverso l’alimentazione quotidiana: buone fonti sono i derivati del latte (yogurt, formaggi, prediligendo le tipologie magre per non aumentare il colesterolo); albicocche; frutta secca come fichi, noci, mandorle e semi di sesamo; verdure a foglia verde (broccoli e cavoli); sardine e salmone e anche bere un’acqua minerale ricca di calcio.