Menopausa e il rischio cardiovascolare

Circa 2 miliardi e mezzo: è il numero totale dei battiti del cuore in una vita. Ma, c’è da scommetterci, quello delle donne è più alto: perché ci emozioniamo molto più spesso e più a lungo… Il cuore delle donne è davvero speciale. Ma non ne siamo consapevoli. Anche quando si parla di salute: si continua a credere che l’infarto sia affare dei maschi.

Invece ogni anno in Italia più di una donna su 3 muore a causa di una malattia cardiovascolare (angina pectoris, infarto miocardio, ictus), e più degli uomini (sono causa di oltre il 41% di tutti i decessi femminili contro il 34% di quelli maschili). Anche perché siamo consce del rischio e ne trascuriamo addirittura i segni: una donna su tre colpita da infarto corre al pronto soccorso più tardi rispetto agli uomini.

È vero però che durante la vita fertile, gli ormoni femminili hanno un effetto protettivo: aiutano a prevenire l’insorgenza di aterosclerosi e perciò il rischio cardiovascolare è molto più basso rispetto a quello maschile. Purtroppo le cose cambiano con l’avanzare dell’età: la carenza di estrogeni della menopausa può causare patologie cardiovascolari, aumentando i rischi di malattie collegate.

Aterosclerosi

L’aterosclerosi è caratterizzata da depositi di grassi, e altre particelle, sulle pareti delle arterie: si forma così un ostacolo al passaggio del sangue e a volte la completa chiusura del vaso. Se questo avviene nelle arterie coronarie (che riforniscono ossigeno al cuore) può svilupparsi una angina pectoris o un infarto; se l’occlusione invece si verifica nei vasi che portano il sangue al cervello, si ha un ictus.

La menopausa è uno dei tanti fattori di rischio di aterosclerosi. Altri sono familiarità, età, fumo, ipertensione arteriosa, alti valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue, sovrappeso, diabete, vita sedentaria e alcol in eccesso. La carenza ormonale, però, entra in gioco anche nella regolazione della pressione arteriosa – che in molte donne in menopausa tende a salire – e metabolismo. In ogni caso, è necessario chiedere al proprio medico una valutazione globale del rischio cardiovascolare: su tutti i fattori si può intervenire con azioni di prevenzione e cura.

Smettere di fumare, dimagrire se si è in sovrappeso, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, praticare regolare attività fisica e affidarsi alle terapie mediche appropriate in caso di ipertensione arteriosa o di malattie metaboliche: ciò permette di diminuire i fattori di rischio e ridurne l’impatto.

Per intervenire sulle carenze ormonali, anche una terapia ormonale sostitutiva personalizzata è una valida soluzione, purché su misura della donna – tenendo conto di pro e contro, fattori di rischio per familiarità e precedenti patologie – e iniziata al momento giusto, cioè quando si è entrate in menopausa da non troppo tempo. In generale, la terapia ormonale sostitutiva può essere iniziata entro 10 giorni dall’ultima mestruazione o prima del compimento dei 60 anni di età, pur essendo importante, come già ricordato, la valutazione del quadro della singola donna.

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Tenere sotto controllo il colesterolo è importante per prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari. Per avere sempre disponibile il “colpo d’occhio” sul tuo colesterolo, tieni un Diario in cui registrare i valori delle analisi che esegui periodicamente e le terapie associate (dieta, farmaci, ecc.). Ti sarà utile condividerlo con il tuo medico!